Individuato un corpo sotto le macerie della palazzina crollata: continuano le ricerche dei dispersi

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Si aggrava il bilancio del crollo che ieri pomeriggio ha devastato una palazzina in contrada Pistunina, lungo la strada statale 114, nella zona sud di Messina. Nelle ultime ore i vigili del fuoco hanno individuato il corpo di una persona sotto le macerie dell'edificio.

Le squadre di soccorso lavorano senza sosta in condizioni estremamente difficili. A complicare le operazioni è un incendio che si è sviluppato ieri dopo il crollo. Non sono presenti fiamme visibili, ma il calore e il fumo rendono particolarmente rischioso l'accesso ad alcune aree della struttura collassata.

Secondo quanto riferito dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Burgio, le testimonianze raccolte consentono di escludere la presenza di ulteriori persone oltre ai dispersi già censiti. «Dalle testimonianze acquisite possiamo escludere la presenza di altre persone. Abbiamo avuto notizie indirette degli operai feriti che hanno riferito che non ci sarebbero altre persone», ha dichiarato il responsabile delle operazioni di soccorso.

Nel frattempo uno dei tre operai rimasti feriti nel crollo è stato dimesso nella tarda serata di ieri dal Policlinico di Messina, dove era stato ricoverato in codice verde. Gli altri due feriti restano ricoverati ma le loro condizioni non destano particolare preoccupazione. I tre lavoratori coinvolti sono un ventiseienne, un cinquantaquattrenne e un cinquantottenne, nessuno dei quali risulta in pericolo di vita.

L'edificio, costruito alla fine degli anni Ottanta era composto da tre livelli fuori terra, oltre a un piano interrato. Al piano strada si trovava un supermercato chiuso da tempo, il primo piano ospitava un'attività commerciale gestita da cittadini cinesi, mentre all'ultimo livello erano presenti diverse abitazioni.

Le prime ipotesi che parlavano di un'esplosione sono state progressivamente accantonate. Gli investigatori ritengono più probabile un cedimento strutturale, anche se le cause restano ancora da accertare. Secondo le prime ricostruzioni, al piano terra erano in corso lavori di manutenzione quando si è verificato il collasso. Testimoni hanno raccontato di un lento cedimento della struttura prima del crollo definitivo, avvenuto intorno alle 16, che ha ridotto l'edificio a un enorme cumulo di macerie.

La Procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D'Amato, ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Sul luogo dell'incidente si sono recati immediatamente lo stesso procuratore, la sostituta Anita Siliotti e il comandante provinciale dei carabinieri per i primi accertamenti. Nelle prossime ore verrà nominato un pool di tecnici incaricato di ricostruire le cause del cedimento e verificare eventuali responsabilità.

Le ricerche proseguono anche con il supporto delle unità cinofile e di mezzi meccanici, mentre i familiari dei dispersi hanno fornito ai soccorritori i numeri di telefono dei propri cari nella speranza che una suoneria possa aiutare a localizzarli sotto le macerie. Sul posto è stato allestito un presidio sanitario avanzato con personale del 118, mentre vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell'ordine e volontari continuano a operare senza interruzione.

L'emergenza ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla viabilità cittadina. L'area è stata completamente transennata e la chiusura della statale 114 ha provocato lunghe code anche sull'autostrada A18 Messina-Catania, tra gli svincoli di San Filippo e Tremestieri in direzione Catania.

Il sindaco Federico Basile ha disposto l'immediata attivazione del Centro operativo comunale e dei Servizi sociali per garantire assistenza alle famiglie coinvolte. L'amministrazione comunale continua a seguire costantemente l'evolversi della situazione, assicurando il massimo supporto alle operazioni di soccorso e alle persone colpite dalla tragedia.

Con il ritrovamento del primo corpo, la speranza di trovare superstiti si affianca ora al timore che il bilancio possa aggravarsi ulteriormente, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie senza fermarsi.

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