Furto di Antonello da Messina al MuMe, le indagini proseguono

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Mentre a Messina si cerca ancora di ricostruire ogni dettaglio del clamoroso furto avvenuto nella serata di Ferragosto, proseguono senza sosta le indagini per individuare i responsabili e soprattutto recuperare le preziose opere di Antonello da Messina ancora nelle mani dei ladri. La Procura di Messina ha aperto un'inchiesta e sul caso stanno lavorando la Polizia di Stato e, per la parte di competenza, gli investigatori del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

Il colpo ha interessato il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe) proprio nella notte di Ferragosto, mentre in città erano in corso le celebrazioni della Vara. I malviventi sono riusciti a entrare nel museo e a impossessarsi di tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, capolavoro di Antonello datato 1473, oltre a una preziosa tavoletta bifronte attribuita all'artista.

Durante la fuga, però, qualcosa sarebbe andato storto. Due delle tavole del Polittico sono state abbandonate dai ladri nei pressi della recinzione del museo e successivamente recuperate. Restano invece da rintracciare le altre quattro opere sottratte, tra cui le tre tavole del Polittico portate via e la tavoletta bifronte.

Il colpo durante la processione della Vara

Secondo una prima ricostruzione, l'allarme sarebbe scattato intorno alle 21, nel pieno della processione della Vara. A far scattare l'intervento delle forze dell'ordine sarebbe stata la segnalazione arrivata al 112 da parte di alcuni cittadini che avevano notato delle tavole all'esterno del museo.

Gli investigatori stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza e stanno ricostruendo i movimenti delle persone presenti nella struttura. Sono stati ascoltati anche i quattro custodi che si trovavano al museo.

Una delle ipotesi è che i ladri siano riusciti a raggiungere il giardino passando attraverso le grate che delimitano l'area sul lato del viale Annunziata. Alcune sbarre della recinzione sarebbero risultate piegate. Successivamente, i malviventi potrebbero aver forzato una porta laterale per accedere agli spazi espositivi.

Secondo le prime ricostruzioni, ad agire sarebbero state tre persone con il volto coperto. Un'azione apparentemente studiata, ma che potrebbe essere stata interrotta o accelerata da un imprevisto. Per la fuga sarebbe stata inoltre danneggiata una parte della ringhiera nei pressi di un cancello laterale, utilizzato normalmente in circostanze particolari e per il trasporto delle opere d'arte.

Telecamere, allarmi e sicurezza: gli investigatori cercano le falle

Uno degli aspetti sui quali si stanno concentrando gli accertamenti riguarda proprio la sicurezza del museo. La struttura dispone infatti di sistemi di videosorveglianza e di allarme, oltre al servizio di vigilanza.

La direttrice del museo regionale, Marisa Mercurio, ha parlato di un furto avvenuto nonostante i sistemi di sicurezza presenti nella struttura. Ora sarà necessario capire come i ladri siano riusciti a entrare, raggiungere le opere e allontanarsi con quattro capolavori senza essere fermati.

È uno dei punti centrali dell'inchiesta: gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un'azione particolarmente sofisticata, se vi siano state falle nei sistemi di sicurezza e se i responsabili conoscessero già la disposizione degli ambienti e la collocazione delle opere.

L'ipotesi del mercato clandestino dell'arte

Tra le piste seguite dagli investigatori c'è anche quella legata al mercato clandestino delle opere d'arte. Per capolavori di questo livello, tuttavia, la possibilità di una vendita sul mercato legale appare estremamente difficile: si tratta di opere conosciute, catalogate e immediatamente riconoscibili.

Gli investigatori non escludono quindi che il furto possa essere stato commissionato, oppure che dietro il colpo vi sia una rete interessata alla movimentazione clandestina di opere di altissimo valore. Anche questa, però, resta al momento un'ipotesi investigativa che dovrà essere verificata.

Il valore economico delle opere è enorme, ma ancora più rilevante è il loro valore storico e culturale. Il Polittico di San Gregorio è infatti una delle testimonianze fondamentali della produzione di Antonello e ha attraversato secoli di storia messinese, compreso il devastante terremoto del 1908.

Il Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte

Realizzato nel 1473, il Polittico di San Gregorio fu commissionato per il monastero di Santa Maria extra moenia, conosciuto come San Gregorio. L'opera, originariamente più ampia, è arrivata ai nostri giorni dopo vicende particolarmente travagliate, tra smembramenti, restauri e i gravissimi danni provocati dal terremoto di Messina del 1908.

A essere stata portata via è anche una tavoletta bifronte attribuita ad Antonello, con immagini sacre su entrambe le facce: la Madonna col Bambino e un francescano in adorazione da un lato e Cristo in Pietà dall'altro.

L'opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e nello stesso anno fu acquistata dalla Regione Siciliana attraverso Christie's. Per le sue dimensioni ridotte, è stata interpretata come un dipinto destinato probabilmente alla devozione privata.

Messina sotto choc

Il furto ha provocato profonda preoccupazione nel mondo della cultura e nella comunità messinese. L'assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso ha definito l'accaduto una tragedia per la città, sottolineando il carattere eccezionale delle opere sottratte.

Anche il sindaco Federico Basile ha parlato di un attacco non soltanto al patrimonio artistico, ma alla memoria e all'identità della comunità messinese.

Ora l'attenzione è tutta rivolta alle indagini. A due giorni dal furto, la priorità resta recuperare le quattro opere ancora scomparse e ricostruire con precisione la dinamica del colpo. Le immagini delle telecamere, le testimonianze, gli accertamenti tecnici e le verifiche sui possibili canali di ricettazione potrebbero fornire agli investigatori gli elementi decisivi per arrivare ai responsabili.

Il MuMe resta così al centro di un'indagine che potrebbe avere sviluppi importanti nelle prossime ore. Per Messina, intanto, resta l'attesa per il ritorno a casa di quattro pezzi di una storia artistica che appartiene non soltanto alla città, ma all'intero patrimonio culturale italiano.

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