Vertenza A2A Energiefuture, adesione totale alla seconda giornata di sciopero

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A pochi giorni dalla prima protesta, i lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela, nel Messinese, hanno nuovamente risposto in maniera compatta allo sciopero indetto questa mattina da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil. Al centro della mobilitazione, la richiesta di un piano di riconversione concreto e realmente attuabile, in grado di scongiurare la prossima chiusura del sito produttivo.

L'adesione alla seconda giornata di sciopero è stata totale, a conferma della forte preoccupazione che da tempo attraversa le maestranze. Una vertenza che si trascina ormai da anni e che vede contrapposti sindacati e azienda, tra progetti annunciati, successivamente modificati e, soprattutto, mai concretamente avviati. Una situazione che ha alimentato i timori dei lavoratori per il futuro occupazionale ed esasperato ulteriormente gli animi.

Senza un vero piano di riconversione, la chiusura della centrale appare ormai inevitabile e rischia di trascinare con sé anche la tenuta occupazionale e produttiva di un'intera area industriale, già pesantemente decimata negli ultimi anni.

In questo scenario, gli appelli della politica non sono finora bastati a far decollare quel tavolo di confronto, più volte richiesto dai sindacati, tra governo regionale, organizzazioni sindacali e azienda. Un confronto che dovrebbe servire a superare le incertezze, chiamare A2A Energiefuture alle proprie responsabilità e definire finalmente un serio programma di riconversione, con tempi certi, compiti, autorizzazioni e risorse chiaramente individuati.

Particolarmente critica resta la posizione nei confronti del governo regionale, accusato dai sindacati di non aver dato seguito agli impegni più volte annunciati e di aver finora sottovalutato la gravità della vertenza. Un atteggiamento che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, rischia inevitabilmente di alimentare nuove iniziative di protesta.

Nei prossimi giorni azienda e sindacati torneranno a incontrarsi nell'ambito di un tavolo nazionale. Saranno gli esiti di quel confronto a delineare i prossimi scenari. Le risultanze dell'incontro saranno successivamente sottoposte all'assemblea dei lavoratori e, sulla base di quanto emergerà, sindacati e maestranze decideranno come proseguire la mobilitazione.

La richiesta resta una sola: un progetto di riconversione serio, concreto e finanziato, capace di garantire un futuro alla centrale e soprattutto di tutelare i livelli occupazionali e produttivi di un territorio che non può permettersi un'ulteriore crisi industriale.

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