CO.M.EDIL e Nebrodi CER, da Brolo l’energia che diventa comunità

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Da Brolo parte un progetto che prova a spostare più avanti il concetto stesso di transizione energetica: produrre energia pulita, utilizzarla nell’attività aziendale e trasformare quella eccedente in un valore da condividere con i lavoratori, le famiglie e il territorio.

È questa la sfida presentata, ieri mattina, nella sede della CO.M.EDIL, dove il CEO Basilio Ricciardello, il presidente della Nebrodi CER Giuseppe Frusteri e l’ingegnere Yuri Festanio, responsabile della nuova progettazione, hanno illustrato un intervento che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e attenzione sociale.

A introdurre l’incontro è stato Massimo Scaffidi, che ha evidenziato la particolarità dell’operazione: partire da un investimento aziendale per costruire attorno ad esso un progetto capace di coinvolgere una comunità. 

Un impianto fotovoltaico, di circa 100 kWp,  sarà installato sulle coperture della nuova sede CO.M.EDIL di Brolo. Una parte dell’energia prodotta sarà utilizzata direttamente dall’azienda attraverso l’autoconsumo. L’energia non utilizzata entrerà invece nel meccanismo della Comunità Energetica Rinnovabile, diventando potenzialmente disponibile per una rete più ampia di soggetti.

È proprio questa seconda dimensione a caratterizzare il progetto. L’obiettivo non è infatti limitarsi alla produzione di energia rinnovabile, ma fare in modo che una parte del valore generato possa ricadere sulla comunità.

Nebrodi CER porta nel progetto le competenze legate alla gestione della comunità energetica e punta anche su strumenti innovativi per rendere concreto e percepibile il beneficio prodotto dall’energia condivisa.

Tra le ipotesi illustrate c’è quella della tokenizzazione dell’energia, intesa come possibilità di trasformare una parte del valore maturato attraverso la condivisione in punti o benefici spendibili per servizi e necessità quotidiane, secondo modalità che dovranno essere definite dalla comunità.

Il progetto guarda inoltre alla dimensione sociale delle comunità energetiche, con l’obiettivo dichiarato di destinare parte dei benefici anche a situazioni di fragilità e di povertà energetica.

 L’auspicio è arrivare entro Natale ad accendere l’albero con l’energia pulita prodotta dall’impianto CO.M.EDIL.

La prima verifica arriverà presto. Ricciardello ha dato appuntamento a istituzioni, clienti e territorio per il momento in cui verrà accesa la prima lampadina alimentata dal nuovo impianto. L’obiettivo indicativo è completare il percorso nell’arco di circa novanta giorni.

E se i tempi saranno rispettati, sarà proprio il Natale a segnare il primo gesto simbolico della nuova comunità energetica: un albero illuminato dall’energia del sole, prodotta a Brolo e condivisa con il territorio.

Il principio resta semplice: produrre, autoconsumare e condividere ciò che resta. In questo modo l’impianto non diventa un elemento isolato, ma il primo tassello di una rete più ampia.

CO.M.EDIL utilizzerà una quota consistente dell’energia prodotta, mentre quella restante potrà essere immessa nella configurazione della comunità energetica. Tra i primi destinatari del modello di condivisione ci saranno proprio i lavoratori dell’azienda.

«La nostra idea – ha spiegato Ricciardello – è condividere con i nostri collaboratori, con le nostre famiglie e con il territorio».

Il progetto assume così anche i contorni di una forma di welfare energetico aziendale: non limitarsi a ringraziare a parole chi lavora ogni giorno nell’impresa, ma provare a trasformare un investimento sulla sostenibilità in un vantaggio concreto per le persone.

Una scelta ambientale iniziata anni fa

Ricciardello ha ricordato come il percorso di CO.M.EDIL sul fronte ambientale non inizi con l’impianto fotovoltaico.

Lo racconta anche il documento “CO.M.EDIL – Green the Future”, presentato durante l’incontro: «Una scelta iniziata anni fa. Un impegno che continua».

Negli anni l’azienda ha progressivamente aumentato l’attenzione alla gestione dei rifiuti, degli oli, dei processi interni e delle tecnologie utilizzate, guardando anche all’elettrificazione dei mezzi e dei cantieri e a una maggiore attenzione ai prodotti “green” nel proprio parco mezzi.

Quasi sessant’anni di storia, guardando al futuro

Nel progetto entra inevitabilmente anche la storia di CO.M.EDIL.

L’azienda si avvicina ai sessant’anni di attività, un traguardo ormai prossimo che coincide con il passaggio nella nuova struttura. Ma per Ricciardello non si tratta di un punto d’arrivo.

«Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti e i sacrifici fatti per arrivare fin qui. L’anno prossimo festeggeremo sessant’anni e questo, per me, non è un punto di arrivo».

Ricciardello ha ricordato alcune iniziative realizzate negli anni a Brolo, dalla cura di spazi pubblici ad altri interventi rivolti alla comunità, come esempio di una filosofia che ritorna: fare qualcosa concretamente e sperare che quel gesto possa diventare uno stimolo per altri.

Nel suo intervento ha richiamato anche il progetto rivolto alla rigenerazione dell’area sottomarina intorno allo scoglio di Brolo.

 

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