Dalla Toscana alla Sicilia per il “Cammino di Sant’Anna” e alla ricerca delle radici

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Circa 1.600 chilometri a piedi, 64 tappe e un viaggio attraverso l’Italia e la Sicilia per rendere omaggio alla memoria dei genitori e alle proprie radici familiari. È arrivato ieri pomeriggio, a Gangi Gianfranco Scialabba, 68 anni, imprenditore artigiano in pensione e runner per passione, fondatore dell’associazione “I Pellegrini Mercatalini”.

Partito da San Casciano Val di Pesa, nel cuore del Chianti, Scialabba ha intrapreso un lungo cammino interamente a piedi, denominato “Il cammino di Sant’Anna”, che lo ha portato ad attraversare l’Italia fino alla Sicilia e, quindi, nel cuore delle Madonie.

Un viaggio nato dal desiderio di ricordare i suoi genitori, Antonio Scialabba e Anna Cancila, entrambi originari di Castelbuono. Ma il percorso assume per Gianfranco anche un significato ancora più personale, perché la sua storia familiare è legata anche a Gangi, uno dei borghi del circuito turistico Bella Sicilia: da qui proveniva infatti la nonna paterna, appartenente alla famiglia Vazzano.

Dopo aver seguito il percorso dei Normanni da Messina e aver raggiunto Troina, Scialabba ha fatto tappa a Gangi, dove è stato accolto dal sindaco Giuseppe Ferrarello. Nel corso dell’incontro, il primo cittadino gli ha donato la spilla con il simbolo di Gangi, a testimonianza dell’accoglienza e del legame con la comunità.

Una sosta nel borgo madonita prima di riprendere il cammino. Oggi Scialabba proseguirà infatti il suo viaggio verso Geraci Siculo, per poi raggiungere la destinazione finale di Castelbuono, dove si concluderà il percorso dedicato alla memoria dei suoi genitori.

«Accogliere Gianfranco Scialabba – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Ferrarello – è per noi motivo di orgoglio e commozione. Il suo viaggio, compiuto con determinazione e profondo legame verso le sue radici, è un gesto che unisce memoria familiare, amore per la nostra terra e straordinaria forza personale».

«Percorrere oltre 1.600 chilometri per arrivare a Castelbuono e a Gangi – ha aggiunto il sindaco – non è soltanto un’impresa sportiva, ma un atto di identità e appartenenza».

Il cammino di Scialabba diventa così molto più di una lunga prova di resistenza: è un viaggio nella memoria, attraverso i luoghi, le persone e le storie che hanno segnato le sue origini. Un percorso che, passo dopo passo, collega il Chianti alle Madonie e rinnova il legame con la terra dei suoi genitori e dei suoi antenati.

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