Droga sui Nebrodi, eseguite 5 misure cautelari
-
Visite: 1066
Vasta operazione antidroga dei Carabinieri nel messiense con 5 minure cautelari. Nelle scorse ore, a Mirto, Sant’Agata di Militello, Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, i Militari dell'Arma della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Patti su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di complessive 5 persone, accusate di “produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”.
Il provvedimento scaturisce da un’indagine avviata nel 2024, coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti e condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sant’Agata di Militello, anche mediante numerose attività tecniche, integrate da accertamenti e servizi di osservazione, controllo e pedinamento eseguiti sul territorio.
Le investigazioni hanno consentito di documentare l’operato di un gruppo criminale dedito allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana, che aveva come principale snodo il Comune di Mirto, estendendo tuttavia il proprio raggio d’azione ai comuni di Frazzanò, Capo d’Orlando, Capri Leone e Longi.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno effettuato numerosi interventi di riscontro, che hanno consentito di procedere ad altrettanti sequestri di sostanze stupefacenti, contribuendo a rafforzare le ipotesi investigative delineatesi nel corso degli accertamenti.
Tra le diverse condotte illecite documentate, sono state accertate anche alcune cessioni di stupefacenti in favore di minorenni. In un’altra circostanza, è stato inoltre appurato che un assuntore, sebbene sottoposto agli arresti domiciliari, aveva violato le prescrizioni impostegli, allontanandosi dalla propria abitazione per acquistare droga da alcuni degli indagati.
Il quadro probatorio raccolto all’esito delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello ha quindi indotto la Procura della Repubblica a richiedere l’emissione di una misura cautelare. Il GIP ha disposto la custodia in carcere per uno degli indagati, gli arresti domiciliari per altri due e l’obbligo di dimora per i restanti due.
Si precisa che per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

Leave your comments
Post comment as a guest