A Sant'Agata Militello il convegno internazionale Ma.T.E.R.: due giornate dedicate all'ingegneria naturalistica

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Sarà il Castello Gallego di Sant'Agata Militello a ospitare, domani 5 e venerdì 6 novembre, Ma.T.E.R., il convegno internazionale di ingegneria naturalistica, giunto alla sua quinta edizione e ormai diventato un importante appuntamento di confronto scientifico e tecnico sui temi della tutela ambientale e del ripristino degli ecosistemi.

Due giornate di approfondimento che porteranno nel cuore dei Nebrodi istituzioni, ricercatori, professionisti ed esperti del settore, chiamati a confrontarsi sulle nuove strategie di intervento per affrontare le sfide ambientali contemporanee e contribuire concretamente all'attuazione della Nature Restoration Law, la normativa europea sul ripristino della natura.

L'iniziativa è promossa dall'Ente Parco dei Nebrodi, dall'Università degli Studi di Palermo e dall'Associazione Italiana per l'Ingegneria Naturalistica (AIPIN), con il sostegno dell'Assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente. Una rete di collaborazioni che sottolinea quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni, università e mondo delle professioni per costruire modelli di gestione e riqualificazione del territorio sempre più sostenibili ed efficaci.

La cultura del ripristino ecologico trova il sostegno di numerosi enti patrocinatori, tra cui i Ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, ISPRA e Federparchi, oltre a diverse associazioni e ordini professionali tecnici. Una partecipazione ampia che testimonia la crescente attenzione verso la conservazione del capitale naturale e l'applicazione di soluzioni innovative, in sintonia con le politiche europee e gli obiettivi globali di sostenibilità.

L'appuntamento era stato presentato alcune settimane fa a Palermo dall'assessore regionale Giusi Savarino, insieme al presidente del Parco dei Nebrodi, Domenico Barbuzza, e ai componenti del comitato organizzatore.

Dalla tutela degli habitat alla prevenzione del dissesto idrogeologico

Ricco e articolato il programma scientifico, che affronterà questioni di grande attualità per la gestione del territorio. Tra i temi principali figurano il recupero, il ripristino e il restauro degli habitat, insieme alle nuove soluzioni basate sulle Nature-Based Solutions (NBS), con particolare riferimento all'ingegneria naturalistica 2.0 e all'utilizzo di specie vegetali autoctone.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla gestione del paesaggio agroforestale, alle tecniche di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e all'impiego di specie resilienti per la forestazione urbana e la rigenerazione delle aree degradate.

Non mancheranno approfondimenti sugli aspetti pedologici e geologici, con particolare attenzione alla valorizzazione dei geositi, elementi di grande interesse scientifico, naturalistico e paesaggistico.

L'obiettivo è mettere a disposizione competenze ed esperienze per individuare strumenti operativi capaci di coniugare sicurezza del territorio, biodiversità, qualità del paesaggio e adattamento ai cambiamenti climatici.

Il Premio «Giuliano Sauli» e le nuove iniziative nazionali

Uno dei momenti significativi del convegno sarà la consegna del Premio internazionale di ingegneria naturalistica «Giuliano Sauli». I riconoscimenti saranno conferiti a Sergio Malcevschi, Emilio Padoa-Schioppa e Serena D’Ambrogi, personalità da anni impegnate nello studio, nella ricerca applicata e nella divulgazione scientifica sui temi dell'ecologia, dell'ambiente e del paesaggio.

Nel corso delle due giornate saranno inoltre presentate due importanti iniziative: la Scuola nazionale di ingegneria naturalistica e il Museo diffuso per l'ingegneria naturalistica, intitolato a Paolo Cornelini. Progetti che puntano a rafforzare la formazione, la diffusione delle conoscenze e la valorizzazione delle esperienze maturate in questo ambito.

Un appuntamento che conferma il valore strategico dell'ingegneria naturalistica nella costruzione di un nuovo rapporto tra uomo e ambiente, nel quale la tutela della natura non rappresenta soltanto un obiettivo da perseguire, ma una condizione essenziale per il futuro delle comunità e dei territori.

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