Catania celebra la Santuzza

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Dopo una notte intensa di preghiera, fatica e devozione, durante la quale il fercolo ha percorso le strade del cosiddetto giro esterno, Catania si è risvegliata oggi nel pieno del culmine dei festeggiamenti agatini. Nonostante condizioni meteo non sempre favorevoli l’entusiasmo dei devoti e dei visitatori non si è affatto spento.

La Festa di Sant’Agata, che si celebra dal 3 al 6 febbraio, è l’evento religioso più importante di Catania e tra le manifestazioni cattoliche più seguite e suggestive del mondo. 

Le radici dell’evento affondano nell’antichità: Sant’Agata, martirizzata nel 251 d.C. per la sua fede cristiana sotto l’impero di Decio, è da secoli la protettrice di Catania. La tradizione cittadina lega alla sua intercessione miracoli e prodigi, tra cui la fermata di un’eruzione dell’Etna attraverso la processione delle reliquie.

Il cuore della festa: processioni e riti

Questa mattina, intorno alle 7:38, il busto reliquiario di Sant’Agata è rientrato in Cattedrale, accolto dal festoso scampanio del Duomo, dopo aver attraversato i luoghi del martirio e la storica Pescheria. Poche ore di riposo hanno preceduto il momento più solenne: il Solenne Pontificale.

La celebrazione del 2026 è stata presieduta dal Cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, alla presenza di autorità civili tra cui il Presidente della Regione Renato Schifani. Durante l’omelia, il Cardinale ha ricordato i giovani e chi ha subito danni per il maltempo, sottolineando l’importanza della solidarietà e della comunità.

In questa edizione particolare dei festeggiamenti, significativa è stata l’iniziativa “Un gesto per Catania”, promossa dal sindaco Enrico Trantino, che ha visto coinvolti studenti meritevoli salire sulla Carrozza del Senato durante la sfilata del 3 febbraio, rappresentando i valori civici e comunitari nei momenti clou della festa.

Dalle 17:30 di oggi è ufficialmente iniziata l’ultima, intensa fase della festa: il giro interno, in cui il fercolo ha lasciato Piazza Duomo per risalire via Etnea tra l’acclamazione dei devoti. Tra i passaggi più attesi:

  • La Salita di San Giuliano: il momento di massima devozione e sforzo collettivo, con i “cittadini” che tirano i cordoni con tutta la loro forza.

  • Il Canto delle Suore Benedettine in via Crociferi: dopo la fatica della salita, un attimo di silenzio e preghiera, con le monache di clausura che intonano il loro canto in un’atmosfera toccante.

  • Il rientro in Cattedrale: previsto nelle prime ore dell’alba di domani, 6 febbraio, quando Catania saluterà la sua Santa fino alle celebrazioni estive di agosto.

La Festa di Sant’Agata non è soltanto una celebrazione religiosa: religione e folklore si intrecciano quotidianamente per tre giorni, trasformando Catania in una città in festa dalle prime ore della mattina alle luci del nuovo giorno. Dalle processioni liturgiche alla tradizionale Offerta della Cera, dalle imponenti candelore – colonne decorate che rappresentano arti e mestieri della città – al corteo del fercolo stesso, tutto contribuisce a creare un’esperienza unica per fedeli e visitatori.

Dopo la Festa: l’Ottava e i momenti di condivisione

Con il rientro del fercolo in Cattedrale e il riposo delle processioni, Catania inizierà lentamente a riprendere il suo ritmo quotidiano. Tuttavia, le celebrazioni non si concluderanno del tutto:

  • L’Ottava (12 febbraio): le reliquie saranno esposte nuovamente per l’intera giornata, con una processione più breve intorno a Piazza Duomo.

  • Tra il profumo delle olivette di zucchero, il ritmo delle preghiere e l’energia dei cori di “Cittadini, semu tutti devoti tutti? Certo, picciotti, Viva Sant’Agata!”, la città etnea rinnova ogni anno un legame millenario con la sua Santa e la sua identità religiosa e culturale.

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