Frana del 2023, a quasi tre anni restano disagi e timori di isolamento

Visite: 1271

A distanza di quasi tre anni, la frana che il 12 maggio 2023 colpì San Fratello continua a rappresentare una grave emergenza irrisolta per il paese nebroideo. Un evento che, solo per una fortunata coincidenza, non provocò vittime, ma che ancora oggi lascia dietro di sé disagi pesantissimi, timori crescenti e un diffuso senso di amarezza tra i residenti e la classe politica locale.

La frana si verificò intorno a mezzogiorno in contrada Porta Sottana, quando enormi massi si staccarono dal costone roccioso di Roccaforte, precipitando sulla via Normanni, finendo sulla carreggiata e a ridosso di alcune abitazioni. La barriera metallica di protezione venne completamente distrutta e alcune auto in sosta furono colpite dai massi. Solo il pronto intervento dei residenti consentì a una donna, appena scesa dalla propria vettura, di mettersi in salvo pochi istanti prima dell’impatto.

Immediata la risposta dei soccorsi. L’area fu dichiarata “zona rossa” e venne disposto lo sgombero precauzionale delle abitazioni a rischio. Diverse persone, da allora, hanno dovuto lasciare le proprie case, trovando sistemazione in affitto; nei prossimi mesi, inoltre, scadrà anche il contributo per l’autonoma sistemazione, aumentando ulteriormente le difficoltà per le famiglie coinvolte.

Nei mesi successivi all’evento, il Consiglio dei Ministri stanziò 6 milioni e 700 mila euro per i primi interventi di messa in sicurezza, dichiarando lo stato di emergenza. Le risorse rientravano in un più ampio piano di consolidamento predisposto dalla Protezione Civile. Tuttavia, nonostante gli annunci ufficiali e l’esistenza di un cronoprogramma illustrato nel corso di incontri istituzionali, a oggi i lavori non sono ancora iniziati.

Le famiglie evacuate non possono quindi rientrare nelle proprie abitazioni e l’intera area interessata dalla frana appare ormai come un quartiere fantasma, segnato dall’abbandono e dall’incertezza.

Ancora più critica la situazione della viabilità: la strada chiusa rappresenta un collegamento diretto con il centro abitato e la sua mancata riapertura costringe il traffico a utilizzare un’unica alternativa, una strada statale che presenta già diverse criticità. Il timore è che un’eventuale chiusura anche di quest’ultima possa isolare completamente il paese, con conseguenze gravissime per la popolazione.

La lentezza dell’iter burocratico è al centro delle critiche. I consiglieri comunali di minoranza chiedono chiarimenti sullo stato della progettazione e sull’avvio dei lavori, sollecitando risposte concrete dopo le promesse fatte lo scorso anno.

A preoccupare ulteriormente è il rischio che i ritardi nella messa in sicurezza dell’area possano allungarsi ancora, alla luce delle nuove emergenze che la Protezione Civile è chiamata ad affrontare in altre zone della Sicilia.

Da più parti si leva l’appello al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, affinché la vicenda venga attenzionata con urgenza e si arrivi finalmente a una soluzione definitiva.

Quella di Porta Sottana resta così una ferita ancora aperta per San Fratello: una frana che non ha causato vittime, ma che continua a minacciare sicurezza, mobilità e futuro di un’intera comunità, già duramente colpita nel 2010 da un’altra frana di ben più ampia portata, che provocò circa 1.500 sfollati e mise in ginocchio per anni la cittadina nebroidea. Segui le interviste su OndaTv canale 75

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments