Schianto sulla Statale 113, muore 33enne

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Ancora sangue nelle strade di Messina. Un sabato pomeriggio che doveva scorrere come tanti altri si è trasformato in una tragedia lungo la Strada Statale 113, all’altezza della località Timpazzi. Erano circa le 18 quando l'auto con a bordo due giovani, è uscita improvvisamente di strada terminando la sua corsa contro un albero ai margini della carreggiata. Nell’impatto ha perso la vita Giorgio Pagano, 33 anni, originario di Messina e molto conosciuto nella zona delle Masse.

Il giovane viaggiava, secondo una prima ricostruzione, sul sedile del passeggero. Per lui non c’è stato nulla da fare: i soccorritori del 118, arrivati rapidamente sul posto, hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Il conducente dell’auto, un amico quasi coetaneo, è rimasto ferito ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Illeso invece il conducente di un secondo veicolo coinvolto indirettamente nell’episodio.

Il conducente della vettura, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, ha perso il controllo del mezzo che ha prima divelto un tratto di guardrail e poi è finita violentemente contro un albero che costeggia la statale. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo al 33enne.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale Anas, i carabinieri e gli agenti della sezione infortunistica della Polizia municipale, rimasti a lungo per effettuare i rilievi utili a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Presente anche il medico legale per un primo esame della salma. 

La notizia della morte di Giorgio Pagano si è diffusa rapidamente a Massa San Giorgio, il villaggio dove il 33enne gestiva il bar, punto di riferimento e di ritrovo per gli abitanti delle quattro Masse. 

Nelle ore successive alla tragedia, decine di messaggi sono apparsi sui social da parte di amici e conoscenti. Parole che raccontano la figura di un giovane solare e disponibile.

Il parroco don Giuseppe Giunti ha affidato ai social della parrocchia un pensiero carico di fede e dolore:

«Era un giovane benvoluto da tutti. Siamo certi che il Signore della vita gli spalancherà le porte del cielo. Non chiediamo perché ce l’hai tolto, ma ti ringraziamo perché ce l’hai donato».

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