Inaugurazione della mostra collettiva “Miro el mundo sin los ojos que quisiera”

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L'Istituto Cervantes di Palermo, diretto da Juan Carlos Reche Cala, presenta la mostra collettiva Miro el mundo sin los ojos que quisiera, progetto esito della collaborazione tra l’Università di Malaga e l'Accademia di Belle Arti di Palermo, inserito tra le attività del programma SPAGNA SICILIA, ideato dall’Instituto Cervantes di Palermo.

Ospitata nei locali della Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani la mostra, curata dalle storiche dell’arte Giulia Ingarao e Emilia Valenza, su progetto di Marcello Buffa, verrà inaugurata giovedì 22 febbraio alle ore 18.00. L’esposizione, ad ingresso libero, rimarrà fruibile fino al 17 aprile 2024 (da lunedì a giovedì dalle ore 10.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 17.30; venerdì dalle ore 9.30 alle 14.00).

«Per adempiere alla nostra funzione di lavorare nel e per il territorio, l'Istituto Cervantes ha creato il programma Spagna Sicilia - dichiara il direttore Juan Carlos Reche Cala - che, in questa occasione, accoglie la mostra collettiva di artisti siciliani e spagnoli con l'obiettivo di mettere in dialogo i paesaggi di entrambe le regioni nello spazio espositivo della chiesa di Sant’Eulalia.»

L’installazione a Palermo, arricchita e ampliata, rappresenta una seconda tappa della mostra realizzata a maggio dello scorso anno negli spazi espositivi della Facoltà di Belle Arti dell’Università di Malaga, che ha registrato un grande successo di pubblico.

Le opere restituiscono una prospettiva personale e al contempo corale: il paesaggio è concepito come scenario mutevole, ambiente soggettivo, sguardo onirico, frammento urbano, spazio interiore. Ogni artista condivide con l’osservatore il proprio sguardo intimo, prospettive ribaltate, sagome urbane, straniate, interni metamorfici, visioni microscopiche o eteree, tessendo un percorso visivo che si interroga sul senso di realtà oggi, sulla condizione di precarietà e sulla soggettività dell’esperienza in un mondo in cui la vista in generale - lo sguardo in particolare - sembra aver sostituito tutti gli altri sensi.

L’obiettivo del progetto, dunque, è offrire diverse angolazioni dello spazio in cui agiamo e ci proiettiamo per giungere ad una visione eterogenea dove è sempre possibile - citando il titolo della mostra - “guardare il mondo senza/con gli occhi che vorrei”.

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