Infarto dopo il parto, salvata da un trapianto di cuore: mamma riabbraccia il figlio

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Riabbracciare il suo bambino di appena due mesi. È questo il momento che una donna di 38 anni, diventata mamma per la seconda volta, ha potuto finalmente vivere dopo quasi due mesi di ricovero e un complesso percorso di cure che le ha letteralmente salvato la vita.

L'incubo è iniziato dieci giorni dopo il parto. Da alcuni giorni avvertiva un forte dolore al torace e una persistente difficoltà respiratoria, sintomi che l'hanno spinta a recarsi al Pronto Soccorso del Policlinico di Messina, diretto dal dott. Giovanni Di Maio. L'elettrocardiogramma ha evidenziato un infarto miocardico acuto in corso, con una parte del muscolo cardiaco già compromessa dalla necrosi.

Immediato l'intervento dell'équipe di Cardiologia interventistica, coordinata dal professor Antonio Micari, con il supporto degli anestesisti del Servizio di Anestesia diretto dalla professoressa Anna Teresa Mazzeo. La coronarografia ha permesso di diagnosticare una dissezione coronarica spontanea (SCAD) di tipo 4, la forma più grave della patologia: una rara condizione, più frequente nelle giovani donne, in cui la parete dell'arteria coronaria si lacera, provocando l'ostruzione del flusso sanguigno verso il cuore.

Gli emodinamisti hanno eseguito un intervento complesso, posizionando quattro stent per ristabilire il flusso coronarico. Nonostante ciò, durante la procedura la paziente, già in condizioni estremamente critiche, è andata incontro a un arresto cardiaco.

Per mantenere la circolazione sanguigna è stata immediatamente impiantata una pompa cardiaca percutanea, introdotta attraverso l'arteria femorale, in grado di sostenere la funzione del cuore. Cardiologi e anestesisti hanno quindi proseguito senza sosta le manovre rianimatorie, riuscendo, dopo la defibrillazione, a far ripartire il cuore. Un intervento decisivo che ha consentito di mantenere una perfusione adeguata degli organi vitali.

Stabilizzata, la paziente è stata trasferita all'Ospedale Papardo dal rianimatore di guardia della Rianimazione con Terapia Intensiva, diretta dal professor Alberto Noto. Qui, presso la Cardiochirurgia guidata dal professor Francesco Patanè, è stata sottoposta a supporto circolatorio extracorporeo (ECMO), immediatamente attivato dall'équipe cardiochirurgica.

Successivamente è stata trasportata in elicottero all'ISMETT di Palermo, senza riportare danni neurologici né compromissioni della funzione renale o polmonare. Condizioni fondamentali che hanno consentito il suo inserimento in lista d'urgenza nazionale ("lista zero") per il trapianto di cuore. Dopo pochi giorni è arrivato l'organo compatibile e l'équipe del centro trapianti ha eseguito con successo l'intervento che le ha salvato la vita.

Questa vicenda rappresenta un esempio concreto di come una rete assistenziale efficiente e perfettamente coordinata possa fare la differenza nei casi più complessi. Il Policlinico di Messina ha gestito la fase più critica dell'emergenza, mentre la collaborazione con il Papardo e l'ISMETT ha reso possibile un percorso assistenziale senza interruzioni, culminato nel trapianto di cuore.

«Una bellissima storia – ha sottolineato la direttrice amministrativa Elvira Amata – che dimostra quanto sia fondamentale il lavoro di squadra all'interno della rete assistenziale. È anche la testimonianza della passione, della competenza e della determinazione dei nostri professionisti, che hanno fatto tutto il possibile per salvare una vita. A loro va il nostro ringraziamento per l'impegno quotidiano. Siamo felici che questa mamma abbia potuto riabbracciare i suoi bambini e le auguriamo il meglio per il futuro».

Nella foto sono ritratti, da sinistra, i professionisti intervenuti nelle fasi dell'emergenza: Giuseppe Iraci, Roberto Iannì, Domenica Calatozzo, Antonio Micari, Giovanni Di Maio, Sophia Sorrenti e Danilo Mortelliti. All'intervento hanno inoltre partecipato Gabriele Carciotto e Carlo Giusti.

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