Antoci presenta il bilancio del secondo anno al Parlamento europeo
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Si conclude il secondo anno di mandato a Bruxelles per Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, che traccia una linea chiara sull'attività legislativa e territoriale svolta nel periodo 2025/2026. Attraverso la pubblicazione di un dettagliato report annuale, l'esponente pentastellato ha voluto offrire un esercizio di trasparenza agli elettori, riassumendo dodici mesi dominati dalla centralità della lotta alle mafie, dal contrasto alla corruzione e da un costante dialogo con il territorio, in particolar modo con la Sicilia.
"Rendere conto del proprio operato è uno dei doveri più importanti di chi rappresenta le persone nelle istituzioni", ha commentato Antoci, sottolineando come l'impegno quotidiano sia guidato dal profondo rispetto per la fiducia accordatagli dai cittadini.
I numeri del mandato: presenza quasi totale e record di interrogazioni
I dati quantitativi raccolti nel report fotografano un'attività parlamentare ad altissima intensità:
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96,6% di tasso di presenza in Parlamento.
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70 interrogazioni complessive presentate alla Commissione Europea, volte a fare luce su svariate criticità regionali e nazionali. Di queste, ben 58 sono a prima firma e 12 in cofirma.
L'attività ispettiva a prima firma si è concentrata in modo incisivo sui problemi strutturali della Sicilia, come l'emergenza idrica, i rilievi della Corte dei conti sulla gestione dei rifiuti, i divari occupazionali ed economici, e il rischio di infiltrazioni mafiose nei fondi UE e negli hub agroalimentari (come nel caso del mercato ortofrutticolo di Vittoria).
La Direttiva Anticorruzione e la sfida all'abolizione dell'abuso d'ufficio
Sul fronte strettamente legislativo, il traguardo più significativo rivendicato dall'eurodeputato è l'approvazione della Direttiva Anticorruzione (UE) 2026/1021. Il provvedimento rappresenta un tassello fondamentale a livello comunitario per inasprire gli strumenti di prevenzione e ribadire la responsabilità civile e penale di chi esercita pubbliche funzioni.
Antoci non ha risparmiato un duro affondo politico interno:
"Con l'approvazione della Direttiva abbiamo raggiunto un risultato di grande rilievo: abbiamo reso possibile la reintroduzione dell'obbligatorietà del reato di abuso d'ufficio nell'ordinamento italiano, dopo la sua improvvida abolizione da parte del Governo Meloni, che a mio avviso ha rappresentato un grave arretramento. L'Europa ha indicato la strada opposta".
Tra gli altri dossier conclusi figurano la ratifica della Convenzione ONU contro il Cybercrime e importanti accordi di cooperazione giudiziaria internazionale con Eurojust ed Europol.
L'Europa sul Territorio: la Sicilia al centro del Mediterraneo
L'attività dell'anno trascorso è stata scandita anche da significativi eventi di respiro internazionale promossi proprio nell'isola, volti a scardinare l'idea di un'Europa distante dalla periferia:
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Messina (Settembre 2025): Il convegno sulle criminalità transnazionali, concluso con gli interventi del Presidente del Parlamento UE Roberta Metsola, del Ministro Piantedosi e del Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo.
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Palermo (Giugno 2026): Per la prima volta nella storia, la Commissione Politica dell'Assemblea Parlamentare per l'Unione del Mediterraneo (Dmed) si è riunita in Italia, nella Sala d'Ercole dell'ARS, per discutere di diplomazia e pace in un momento di fortissime tensioni in Medio Oriente.
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Santo Stefano di Camastra (Giugno 2026): L'evento "Agrimed Europe", focalizzato sulla necessità di una Politica Agricola Comune (PAC) meno burocratica e più vicina ai produttori locali.
In chiusura del bilancio, oltre a esprimere profonda gratitudine al proprio staff e alla magistratura, alle forze dell'ordine e alla società civile costantemente in prima linea nella diffusione della cultura della legalità, Antoci ha dedicato una menzione speciale ai vertici del suo partito.
Un ringraziamento sentito è andato infatti al Presidente Giuseppe Conte, per la "fiducia e la vicinanza" costantemente dimostrate nel sostenere le battaglie europee a tutela della trasparenza e dei territori meno sviluppati.

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