Cacciatori trovati morti, slittano i funerali
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Sono stati rinviati a data da destinarsi i funerali dei tre cacciatori trovati morti lo scorso 28 gennaio in contrada Carìstia, sui monti Nebrodi, nel territorio di Montagnareale, nel Messinese.
Alle famiglie delle vittime è stato comunicato che le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria, che non ha ancora concesso il nulla osta per la restituzione dei corpi. Una decisione che lascia intendere come l’inchiesta non sia ancora giunta a una conclusione e che, per fare piena luce sulla tragedia, siano necessari ulteriori accertamenti.
Oltre agli esami effettuati sui cadaveri, gli inquirenti continuano a concentrare l’attenzione sul luogo del ritrovamento. L’area resta infatti off limits giorno e notte: i carabinieri presidiano costantemente la zona, impedendo l’accesso a chiunque non sia autorizzato.
Tra gli elementi ritenuti utili per ricostruire quanto accaduto quella mattina, vi è anche l’analisi dei dati relativi ai telefoni cellulari che si sono agganciati alle celle presenti nell’area. Un lavoro che potrebbe aiutare a chiarire chi si trovasse nei paraggi nelle ore precedenti e successive alla tragedia.
Rimane inoltre da approfondire la posizione dell’amico di caccia dell'82enne. L’uomo avrebbe confermato agli investigatori di essere partito insieme alla vittima per una battuta di caccia, per poi lasciarlo da solo poco dopo. Un dettaglio che gli inquirenti stanno vagliando con attenzione.
Il giallo, dunque, continua. E con esso restano senza risposta gli interrogativi dei cittadini delle comunità coinvolte, ancora scosse e inquietate da un evento di così tragica portata, che a distanza di giorni non ha ancora trovato spiegazioni. Gli inquirenti continuano a mantenere il massimo riserbo sulle indagini e non lasciano trapelare alcun dettaglio. Da quello che si è appreso sembra che i due fratelli e l'82enne non si conoscessero. Erano usciti all’alba per una battuta di caccia nei boschi dei Nebrodi e poche ore dopo, i loro corpi sono stati trovati senza vita in una zona impervia del territorio di Montagnareale, raggiunti da colpi di arma da fuoco.

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